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Lingue diverse: ponte o barriera?

Lingue diverse: ponte o barriere? Durante la preparazione di questo articolo, mi sono ricordata di una cosa che ho osservato in spiaggia a Marina di Massa questa estate. Stavo godendo gli ultimi momenti di sole e di mare prima di ripartire a pieno ritmo. Qualche metro davanti a me, una famiglia di turisti stava facendo lo stesso. Ad un certo punto assisto alla seguente scena.

La madre prende il sole e chiede in inglese a sua figlia di circa 5 anni, di passarle la crema solare. La bambina, che chiameremo Natalie, le porge la crema mentre il fratello di 8 anni circa lancia una secchiata d’acqua alla sorella, la quale scoppia a piangere.

I bambini iniziano così a bisticciare tra di loro in tedesco, ma si rivolgono alla madre in inglese. In tutto ciò interviene il padre che li sgrida entrambi parlando loro sempre in tedesco. Insomma si rimbalza dall’inglese al tedesco e viceversa!

Io divertita, osservo questa famiglia e penso a quanto in realtà sia facile parlare più di una lingua iniziando in tenera età senza crearsi mille problemi mentali! I due fratellini cresceranno parlando perfettamente tedesco ed inglese (grande fortuna, aggiungerei) senza rendersene conto!

Ma non finisce qui…

La giornata in spiaggia è lunga e ad un certo punto una bambina italiana di circa 2 anni, che chiameremo Azzurra, si avvicina all’ombrellone di questa famiglia e vuole giocare con Natalie. Le due bambine comunicano attraverso sguardi, sorrisi e gesti. Insieme giocano con secchiello e paletta senza essere minimamente disturbate e imbarazzate dalla barriera linguistica. 

Ad un certo punto, Azzurra deve andare sotto il proprio ombrellone e saluta con la mano Natalie, dicendo: “ciao, ciao”. Natalie risponde al suo saluto producendo un chiaro “ciao”. Ecco fatto, le due bambine hanno costruito un magnifico ponte! Sembra tutto molto semplice, peccato che mano a mano che cresciamo diventa sempre più difficile presentarci a qualcuno che non conosciamo e che magari parla un’altra lingua! Così costruiamo barriere di imbarazzo e mutismo difficili poi da abbattere.

Capite quindi, quanto è importante entrare in contatto con almeno una seconda lingua, in particolare l’inglese, fin da piccoli? Il modo più appropriato è attraverso il gioco, la mimica facciale, parole accompagnate da gesti ed azioni proprio come hanno fatto Natalie e Azzurra sotto ad un ombrellone!

In termini tecnici, parliamo di Glottodidattica ludica. Che cos’è? e qual’è il suo scopo? Ne parlerò nel prossimo articolo. See you next time!

Stay Tuned!

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